Chi corre più rischi nel 2026?
Ecco un dato di fatto sulla Svizzera che purtroppo non sorprende più nessuno: le donne guadagnano ancora in media il 19% in meno degli uomini e quasi la metà di questo divario non può essere spiegato dal tipo di lavoro, dall’esperienza o dalle qualifiche (Ufficio federale di statistica, 2024).
Mentre il divario retributivo di genere è diventato una sorta di norma, la storia degli investimenti prende una piega molto diversa. Gli uomini continuano a fare trading più spesso e con volumi maggiori, ma le donne dimostrano abitudini più costanti, una maggiore diversificazione e una mentalità orientata al lungo termine più solida. Inaspettatamente, il gruppo che sta recuperando più velocemente non è la Generazione Z, ma le generazioni più anziane che stanno colmando il divario con gli uomini e ridefinendo il significato di “correre rischi”. Il divario di genere nel mondo della finanza non è scomparso, ma le regole stanno cambiando proprio in questo momento.
Gli uomini sono i trader giornalieri iperattivi del gruppo: si buttano quasi il doppio e spostano oltre il doppio del volume mensile. Sono anche molto più veloci a vendere, il che suggerisce una minore avversione al rischio, un maggiore entusiasmo per i movimenti a breve termine e una propensione spiccata per la speculazione.
Le donne fanno trading meno frequentemente, ma in modo molto più costante. Circa il 20% dei loro acquisti deriva da investimenti ricorrenti (rispetto al 14% degli uomini), il che significa che le donne hanno un piano e vogliono seguirlo. Il loro approccio è più stabile, calmo e orientato agli obiettivi.
Gli uomini investono l’83% delle loro dieci partecipazioni principali in criptovalute, lasciando solo il 13% per azioni o ETFs. Questa non è diversificazione, ma un atteggiamento da scommettitori audaci che comporta un’alta volatilità e grandi fluttuazioni con un basso livello di comfort.
E le donne? Sono ancora molto interessate alle criptovalute (il 66.5% delle loro prime dieci posizioni), ma i loro portafogli sono molto più bilanciati. Il resto è distribuito tra ETFs, fondi a dividendo e un po’ d’oro. In altre parole, sono lanciate verso l’innovazione, ma con il paracadute.
La chiave è procedere per piccoli passi. Strumenti come gli investimenti ricorrenti in azioni frazionate o ETF aiutano a ridurre la volatilità. Con Yuh puoi automatizzare i tuoi investimenti e costruire una strategia solida, a prescindere dal capitale iniziale.
Le differenze nei comportamenti finanziari non sono innate, ma spesso legate all’educazione, alla percezione del rischio e a una storica mancanza di fiducia in sé stesse. Le donne tendono a considerare l’investimento come uno strumento di sicurezza a lungo termine, mentre gli uomini lo vedono più spesso come un’opportunità di performance immediata e di competizione.
Contrariamente a quanto si possa pensare, non è la Generazione Z a guidare la classifica. Al primo posto si piazza la Generazione X (41-55 anni), con i volumi di trading più elevati e una gestione più stabile degli asset digitali. Questo dimostra che l’esperienza e la stabilità finanziaria contano più della semplice familiarità con la tecnologia.
I dati mostrano che gli uomini sono più attivi e speculativi, con un volume di transazioni tre volte superiore. Le donne, invece, adottano una strategia più prudente, concentrandosi sul «trio affidabile» (Bitcoin, Ethereum e XRP) e bilanciando il portafoglio con oro ed ETFs.
Nel 2026 il divario persiste, ma sta evolvendo. Gli uomini effettuano l’87% di operazioni in più al mese, mentre le donne prediligono la costanza: il 20% di loro utilizza investimenti ricorrenti (contro il 14% degli uomini). Il divario salariale medio in Svizzera resta al 19%, influenzando direttamente la capacità di investimento.